lunedì 10 ottobre 2016

PREP COURSE A NEW YORK

Quattro giorni bellissimi e, allo stesso tempo, quattro giorni difficilissimi.
All'arrivo al gate ho subito trovato quelle persone con cui avrei passato questa bellissima esperienza e la mia prima sensazione è stata: ora non sono sola ( almeno per ora). Tutti qui vestiamo gli stessi panni ( in senso figurato e letterale ovviamente perché tutti indossavamo la maglietta rigorosamente gialla di STS), tutti ci trovavamo nella stessa situazione: spaventati a morte e emozionati da morire! Dove saremmo capitati? Cosa avremmo fatto? Come ci saremo sentiti?

Insieme abbiamo preso il primo aereo con la con consapevolezza che non saremmo tornati più indietro. Alcuni esprimevano preoccupazione e ansia più di altri. Ma ormai eravamo pronti, l'avventura era finalmente iniziata.
Dopo ore e ore di attesa all' aereoporto di Londra, l'arrivo a New York City è stato a due poco surreale: ero esausta, nonostante i tentativi di dormire sull'aereo, scioccata, già nostalgica e entusiasta.
Su un pulmino che racchiudeva Exchange Student di diverse nazionalità (Paesi Bassi, Norvegia, Francia, Svezia, Germania, Svizzera) ci siamo diretti verso il college di New Rochelle dove tutto l'entusiasmo è svanito.
Devo ammettere che non ha per niente rispettato le mie aspettative. Mi sentivo in prigione, e ora vi elenco alcuni principali motivi per cui dici questo:
- bagni comuni: corridoio con camere doppie, 4 docce, 6 bagni per 30 ragazze circa
- La mia compagna di stanza era più timida e impacciata di me, perciò ci limitavamo a scambiarci quelle tre parole necessarie alla nostra sopravvivenza, in un inglese che probabilmente ci inventavamo al momento (lei arrivava dai Paesi Bassi)
- Non c'era il Wi-Fi o alcun tipo di connessione per il telefono in alcun posto: l'unico modo per contattare casa era usare tre computer (per 50 e passa studenti) durante il tempo libero che si trovavano negli spazi comuni del college
- L'uso del telefono era severamente vietato per tutto il giorno a meno che tu non fossi in camera
- I ritardi non erano assolutamente tollerati e, sedevo essere sincera, neanche la puntualità era tollerata: a meno che tu non avessi aspettato per 3 minuti o fossi arrivato in anticipo eri considerato in ritardo
- E se eri in ritardo o se ti sentivano parlare un'altra lingua che non fosse l'inglese ti facevano alzare in piedi davanti a tutti e cantare l'inno del tuo paese di provenienza
- Il cibo era il più delle volte immangiabile (ma questo me lo aspettavo)
- Una sera siamo tornati in College alle 10.30 di sera e ci hanno proibito di fare la doccia, dopo aver trascorso un lungo pomeriggio in un'amica e calda New York, perché il coprifuoco era alle 11 e dopo quell'ora tutti dovevano essere nelle loro camere...

Detto questo... Ora passiamo agli aspetti positivi.
Per prima cosa le gite a New York! Una sola parola: wow! In primis perché la città è enorme, caotica e bellissima. Ma anche perché il gruppo con cui ho girato per le vie di Manahattan era stupendo!
Il primo giorno abbiamo visitato Time Square e il Top of the Rock. La sera abbiamo fatto una splendida crociera ammirando i tre ponti, la Statua della Libertà e lo skyline newyorkese al tramonto (gustando dei schifosissimi panini di Subway nel mentre... Ma questo è  solo un dettaglio). I nostri leader al ritorno ci hanno fatto una sorpresa e così, per il viaggio dal battello alla stazione centrale, siamo andati in Limousine!
Per la prima volta dalla mia partenza, quel giorno, mi sono sentita bene, felice, a mio agio, come se conoscessi quelle persone da una vita anche se in realtà ci eravamo incontrati solo due gironi prima!
La seconda gita a New York il giorno successivo l'abbiamo trascorsa a Noho e Soho, al Word Trade Centre e ammirando la Fifth Avenue e la Broodway Avenue!

Ma i 4 giorni di prep Course non sono stati solo gite e New York. La mattina c'erano lezioni di storia americana oppure altre lezioni dove ci dicevano come comportarci, le regole da seguire e cosa non fare una volta raggiunte le famiglie ospitanti. Abbastanza noiose devo dire, ma i leader hanno tentato di renderle più piacevoli interrompendolo con giochi o attività varie con la speranza di farci fare amicizia e conoscenza gli unì con gli altri. Un giorno abbiamo giocato a football e, divisi i squadre, abbiamo creato una coreografia di cheerleading, con tanto di piramidi e flyers!
Solo ora mi rendo conto quanto siano stati utili questi quattro giorni, quanto abbia imparato e quante nuove amicizie abbia fatto.

Times Square


























Nessun commento:

Posta un commento